La soluzione per l'Internazionalizzazione delle Imprese. Nata dall'esperienza maturata all'estero dai suoi fondatori e partners, Casa Italia Consulenza è in grado di prendere per mano un'impresa ed "accompagnarla" nel difficile cammino verso la delocalizzazione della produzione, dell'approvvigionamento, dell'esportazione e di quanto altro sia rivolto ai mercati esteri.
Il Governo italiano ha previsto una serie di strumenti finanziari a sostegno delle imprese italiane che decidono di investire nell’area del Sud Est Europeo. Questi strumenti sono gestiti dal Ministero dello Sviluppo Economico, dalla Simest spa e dalla Finest spa. La Simest spa, in particolare, gestisce i finanziamenti orientati a: - costruire insediamenti permanenti in Paesi non appartenenti all’Unione Europea per il lancio/diffusione di nuovi prodotti/servizi o per l’acquisizione dei nuovi mercati; - realizzare i studi di fattibilità per investimenti esteri; - realizzare i programmi di assistenza tecnica all’estero; - partecipare al capitale sociale delle imprese italiane all’estero da parte della Simest spa. In attuazione della legge n. 84 del 2001 che disciplina le forme di partecipazione italiana al processo di stabilizzazione, ricostruzione e sviluppo di Paesi dell’area Balcanica, è operativo il fondo finalizzato all’ attività di microcredito a sostegno di iniziative imprenditoriali e di forme associative e cooperativistiche locali, per interventi creditizi di importo unitario non superiore a € 103.291,38, che è affidato alla gestione di Unicredit attraverso le controllate Unicredit Tiriac Bank, Unicredit Bulbank e Unicredit Bank AD Banja Luka. Il progetto, al momento, è attivo in Bulgaria, Romania e Bosnia-Erzegovina. Inoltre, sempre in attuazione della legge n. 84 del 2001 sono divenuti operativi due fondi di Venture Capital. Ad oggi, i settori di maggiore interesse per le imprese italiane che hanno deciso di investire in queste aree sono:
La Bulgaria continua a semplificare il sistema fiscale per incoraggiare gli investimenti
Il governo bulgaro molto attento agli investimenti ha stabilito negli ultimi mesi delle agevolazioni finanziarie per mettere in moto l'economia bulgara, a tal proposito ha stabilito che:
l'imposta sull'utile viene fissata al 10%, rispetto al 16% di molti altri paesi dell'est Europa. l'imposta sui dividendi del 5%, rispetto al 16% di molti altri paesi dell'est Europa. Ha semplificato il Codice di classificazione delle attività al fine di diminuire la burocrazia Ha stabilito il pagamento di una quantum di circa 110 € di tasse per la registrazione di una società, mentre in altri paesi europei questa cifra supera le 350 euro di media, ed in più non hanno un'imposta minima obbligatoria, le tasse e i contributi sugli stipendi non superano le 25%-40% del totale, e cosa infine molto importante per l'economia globale è stata la stabilizzazione del tasso di cambio.
Casa Italia Consulenza, lavorando attivamente attraverso dei propri uffici nel territorio bulgaro, presenta ai suoi clienti l'opportunità di richiedere delle informazioni più specifiche e dettagliate sulla possibilità di investimento e/o esportazione nel territorio bulgaro.
BRASILE-ITALIA Interscambio commerciale e investimenti
Tra i due paesi, sono in continuo miglioramento i rapporti commerciali, nel 2009, l’Italia ha occupato l’6a posizione fra i paesi compratori di prodotti brasiliani, e la 7a nell’elenco dei mercati fornitori. I principali prodotti della lista di esportazioni brasiliane verso l’Italia negli ultimi anni sono stati i seguenti: soia, caffè crudo in grani, cuoio e pellami, minerale e concentrati di ferro, carne bovina, aerei e automobili passeggeri. Le principali voci delle esportazioni italiane verso il Brasile sono oli grezzi di petrolio, autoricambi, macchinari e apparecchiature meccaniche.Un esame della lista delle esportazioni del Brasile verso l'Italia mostra una preponderanza di prodotti di base (soia- Us 165 milioni nel 2003; caffè Us 154 milioni; minerali di ferro Us 140 milioni)
Il paese toccherà il tetto della competitività nel 2010 L’atteso recupero della domanda esterna e il recupero dalla crisi in genere avvantaggeranno le piccole economie aperte come quella ungherese, ha spiegato il Ministro delle finanze Peter Oszko. Ha espresso fiducia nel fatto che il Paese emergerà dalla crisi dimostrandosi come il Paese più competitivo nel 2010 rispetto a quelli vicini, appartenenti al gruppo V4, grazie alle misure anticrisi implementate. Fra queste ci sono la riforma fiscale e i passi per supportare il livello occupazionale. Oszko ha sottolineato che un’ulteriore risoluzione del carico fiscale sul lavoro era auspicabile, tuttavia ha sottolineato che il costo del lavoro in Slovacchia era già inferiore rispetto alla Repubblica Ceca.